Valutazioni dei rischi psicosociali

Non basta avere un documento.
La valutazione deve raccontare l’organizzazione reale.

La valutazione dei rischi non è una formalità documentale. È un obbligo del datore di lavoro e, quando riguarda i rischi psicosociali, richiede un processo strutturato capace di leggere il lavoro così come viene realmente svolto.

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Tre cose da sapere

La valutazione non è un adempimento da chiudere in un cassetto.

01

È obbligatoria

La valutazione di tutti i rischi è un obbligo del datore di lavoro. Lo stress lavoro-correlato rientra espressamente tra i rischi che devono essere considerati nell’ambito della valutazione prevista dal D.Lgs. 81/2008.

02

È partecipata

Una valutazione dei rischi psicosociali non può limitarsi alla lettura dei documenti aziendali. Il processo richiede il coinvolgimento delle figure della prevenzione e dei lavoratori, per comprendere il lavoro così come viene realmente svolto.

03

Deve portare alla gestione del rischio

Individuare eventuali criticità serve a poterle gestire. Quando emergono aree di rischio, il percorso prosegue con la definizione delle misure di prevenzione, miglioramento e monitoraggio appropriate.

Cosa valutiamo

Ogni organizzazione ha rischi diversi.

Il percorso viene definito in funzione delle caratteristiche dell’organizzazione, delle attività svolte e del rischio che deve essere analizzato.

01

Stress lavoro-correlato

Valutazione attraverso un percorso strutturato, dalla fase preliminare all’eventuale approfondimento della percezione dei lavoratori, utilizzando strumenti e metodologie coerenti con le indicazioni di riferimento.

02

Molestie e violenze sul lavoro

Analisi dei fattori organizzativi e delle condizioni che possono favorire episodi di violenza, molestia e comportamenti inappropriati, con individuazione delle misure di prevenzione e gestione.

03

Altri rischi psicosociali

Approfondimenti costruiti sulle caratteristiche dell’organizzazione e sui rischi emergenti: cambiamenti organizzativi, lavoro da remoto, digitalizzazione, nuove tecnologie, tecnostress e altri fattori che possono incidere sulle condizioni di lavoro.

Come si svolge

La valutazione è un processo.

Non osserviamo le persone dall’esterno: costruiamo una lettura dell’organizzazione coinvolgendo chi il lavoro lo conosce e lo vive.

01

Analizziamo l’organizzazione

Dimensioni, sedi, reparti, mansioni, gruppi omogenei, organizzazione del lavoro e documentazione disponibile.

02

Coinvolgiamo le persone

Il processo coinvolge le figure aziendali interessate e i lavoratori secondo modalità adeguate alla valutazione da realizzare.

03

Valutiamo

Raccogliamo e analizziamo indicatori e fattori di contenuto e contesto del lavoro e, quando necessario, approfondiamo la percezione dei lavoratori.

04

Restituiamo

I risultati vengono interpretati e restituiti all’organizzazione in modo comprensibile, non semplicemente consegnati.

05

Interveniamo

Dove emergono criticità, traduciamo i risultati in indicazioni, misure di prevenzione e possibili azioni di miglioramento.

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Quanto costa una valutazione?

Dipende dall’organizzazione. Numero di lavoratori, sedi, articolazione organizzativa, gruppi omogenei, tipologia di valutazione e necessità di approfondimento incidono sulle caratteristiche dell’intervento.

Puoi inviarci i dati essenziali della tua organizzazione e richiedere una quotazione. Le informazioni ci permetteranno di comprendere meglio il contesto prima di formulare la proposta.

Raccontaci brevemente la tua organizzazione.

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Domande frequenti

Qualche risposta, prima di cominciare.

La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria?
Sì. Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compreso il rischio stress lavoro-correlato, nell’ambito della valutazione prevista dal D.Lgs. 81/2008.
È necessario coinvolgere i lavoratori?
Il coinvolgimento dei lavoratori è un elemento fondamentale del percorso. Le modalità possono cambiare in funzione della fase, della metodologia utilizzata e delle caratteristiche dell’organizzazione, ma la valutazione deve poter considerare anche il lavoro così come viene concretamente svolto.
Basta somministrare un questionario?
No. Il questionario può essere uno degli strumenti utilizzati in alcune fasi del percorso, ma non coincide con l’intera valutazione. Il processo comprende analisi organizzativa, raccolta degli indicatori, valutazione dei fattori di rischio, eventuale approfondimento e individuazione delle misure da adottare.
Ogni quanto deve essere aggiornata la valutazione?
Non esiste una periodicità unica valida indistintamente per ogni situazione. La valutazione deve essere rielaborata quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa, ad esempio in presenza di modifiche significative dell’organizzazione o del processo produttivo che possano incidere sui rischi, oppure quando emergano elementi che rendano necessario riesaminarla.
Dopo la valutazione

La valutazione ha evidenziato delle criticità.
E adesso?

Individuare il rischio è solo il primo passo. I risultati della valutazione possono diventare il punto di partenza per progettare interventi organizzativi, azioni di miglioramento e percorsi capaci di agire concretamente sulle criticità emerse.

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