Rischio rapina: un rischio psicosociale da valutare

Spesso i lavoratori che operano a contatto con il pubblico come ad esempio cassieri, dipendenti, benzinai, adetti degli uffici postali si trovano ad essere esposti a rischi specifici della loro mansione, come il rischio rapina.

Trovarsi dinnanzi un malvivente, magari armato, che esige la consegna di un incasso, certamente non è una cosa piacevole, e questa esperienza vissuta in ambito lavorativo può lasciare un segno nell’individuo, condizionandolo anche nella sua esperienza di vita extra lavoro. Tale esperienza può creare ansia, paura ed altri disturbi fino a giungere a patologie psichiche. Il dipendente può arrivare, a seconda delle sue caratteristiche e della profondità del vissuto negativo, ad uno stress post traumatico da rapina[1].

rischio rapina

L’evento scatenante è la rapina, ma i sintomi che poi si possono sviluppare sono legati alle caratteristiche intrinseche dell’individuo. Se due individui, infatti, sono esposti ad uno stesso tipo di evento stressogeno, ognuno reagirà a suo modo, sviluppando sintomi e/o reazioni diverse. Come ogni altro rischio psicosociale, il rischio rapina trova la sua espressione patologica attraverso sintomi che possono essere condizionare la vita quotidiana.

Quattro sono le categorie dei sintomi da stress:

  • Sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, mal di stomaco, agitazione, problemi di sonno…etc
  • Sintomi comportamentali: difficoltà a portare a termine compiti, alimentazione compulsiva, aggressività, assunzione di alcolici, etc
  • Sintomi emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, senso di impotenza, ansia anticipatoria, pianto, etc.
  • Sintomi cognitivi: difficoltà di pensiero lucido, difficoltà nel prendere decisioni, distraibilità, preoccupazione, etc.

Possiamo sentir parlare di disturbo da stress post-traumatico, e o disturbo acuto da stress, disturbi psicosomatici, depressione, anche in ambito occupazionale. Ognuno di questi ha proprie caratteristiche e ricadute diverse sul singolo individuo.

Il disturbo acuto da stress (ASD) si evidenzia durante un’esperienza traumatica con manifestazione entro un mese dall’evento. I sintomi che lo caratterizzano sono vari e vanno dalla dissociazione, all’evitamento, all’elevato arousal, alla difficoltà di concentrazione, nonché essere indice predittivo di disturbi post traumatici da stress (PTSD).

Il disturbo post traumatico da stress (PTSD) rispetto al precedente, evidenzia sintomi di maggiore gravità, non riconducibili ad un periodo di assestamento, insorti o protratti nel tempo oltre il primo mese, e la sua durata può variare da un minimo di un mese fino a giungere ad una condizione di cronicità.
Quest’ultimo deriva dall’esposizione a fattori traumatici estremi, dove la persona ha vissuto, assistito, o si è confrontata con eventi che hanno implicato morte, minaccia di morte, gravi lesioni, o una minaccia  all’integrità fisica propria o di altri – es. aggressioni personali, rapine, rapimenti.

La risposta che si genera nell’individuo può andare da una paura intensa, sentimenti di impotenza, fino alla percezione di ricordi spiacevoli ed intrusivi (immagini, pensieri, flashback) che vanno a minare l’equilibrio psicofisico dell’individuo che li esprimerà attraverso disagi, reattività, evitamenti.

Ritornando al tema trattato in questo spazio, si può quindi dire che il lavoratore, coinvolto in una rapina potrà sviluppare un disturbo acuto da stress (ASD) oppure un disturbo post traumatico da stress (PTSD), così come superare l’evento senza risentirne sul piano psicologico e psicosomatico qualora possieda un buon livello di resilienza e di fronteggiamento delle emozioni negative legate all’evento (skills che è possibile sviluppare e allenare preventivamente attraverso la formazione).

Il Trauma post rapina sul posto di lavoro, è considerato dalla giurisprudenza corrente, “un disturbo post traumatico da stress derivante dell’esposizione a fattori traumatici estremi – come la rapina avvenuta sul posto di lavoro – e per tale deve essere inquadrato come infortunio sul lavoro e non come malattia professionale”. [3]

L’azienda, oltre a predisporre attraverso strumenti specializzati un’opportuna valutazione, dovrà occuparsi, per i lavoratori soggetti a rischio rapina, di:

  1. provvedere ad organizzare una specifica formazione atta a stabilire corretti comportamenti di fronteggiamento del rischio (comportamento corretto da tenere in caso di rapina per non determinare una escalation);
  2. assicurarsi di limitare il più possibile il rischio attraverso misure organizzative, strutturali e tecnologiche;
  3. predisporre un adeguato supporto per quegli operatori che si sono trovati coinvolti in una rapina, nell’esercizio della propria funzione (sportello d’ascolto, dinamiche welfare ecc).

[1] https://www.puntosicuro.it/valutazione-dei-rischi-C-59/rischio-rapina-valutazione-formazione-AR-15989/

[2] Howlett, J. R., & Stein, M. B. (2016). Prevention of trauma and stressor-related disorders: a review. Neuropsychopharmacology, 41(1).

[3] Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza 22 gennaio – 25 marzo 2019, n. 8301


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